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“La stanza dei Pensieri” di Giulia Porena

Giulia Porena, studentessa della classe 5C, legge (VIDEO-2020-05-05) alcune pagine tratte dal suo libro “La stanza dei Pensieri” (Edito da PandiLettere, copertina curata da Maria Stella Fanfani della classe 5Q), accompagnata dalla chitarra di Edoardo Porena della classe 2Q.
Di seguito un piccolo saggio di recensione letteraria, con la quale invitiamo tutti gli studenti a misurarsi in questo spazio, recensendo ogni forma di rappresentazione artistica (fotografia, musica, teatro, arte, cinema, letteratura, saggistica).
“La stanza è il confine fra l’esasperata molteplicità del nostro moto interiore e la forma con la quale decidiamo di muoverci nel mondo. Nel libro di Giulia riconosciamo il luogo sicuro, chiuso alle influenze esterne, protetto, nel quale ciascuno può essere liberamente e pienamente sé stesso, ma nello stesso tempo la trappola emotiva che imprigiona il desiderio; in questo tempo sospeso, però, il fuori e il dentro abitano lo stesso spazio, e ci troviamo a costruire un nuovo equilibrio. Lo spazio intimo è indagato dall’occhio vigile del mondo esterno, colto negli scorci delle webcam nelle videocall di cui riempiamo le nostre giornate, e la Storia entra prepotentemente a rimodulare il nostro privato, che prende ad affollarsi della fitta trama delle emozioni che ci dominano: la stanza rimane rifugio, ma nel suo svelarci ci racconta in una nuova forma. I Pensieri, che abitano questo spazio metafisico, Giulia li ha nutriti, coltivati, affinché assumessero anche loro una forma e diventassero a tutti gli effetti compagni di paure e di gioie, arredo familiare dello spazio di anime votate alla riflessione su sé stesse e sul modo così complesso che ha il reale di manifestarsi. In questa stanza dei Pensieri si realizza un percorso a ritroso: Giulia si guarda dentro e scopre che forse questo nostro costante tentativo di zittire o di oggettivare le emozioni non le rende più dominabili; esse raccontano la complessità del nostro io in un costante dialogo in cui ci costruiamo come soggetti in divenire e la cui mutabilità non deve spaventarci. Scrivere è quell’atto che ogni essere umano compie per comprendersi, per comprendere l’Altro, per accettarsi, ma anche per non sentirsi solo: la sua voce si sostituisce alla nostra voce interiore e ci suggerisce di riconnetterci alle nostre emozioni, di non aver paura di porci domande per le quali non esistono risposte. La domanda di senso ci mette in cammino e la nostra destinazione è ritrovarci nello “spazio dell’incontro”, con noi stessi e con l’Altro.”
Prof.ssa D. Macrì

 

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